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Quando restaurarono
il vecchio cinema della città,
trovarono un cassetto nascosto
dietro una parete del vecchio botteghino.
Dentro c’erano centinaia di fotografie.
Tutte con una data scritta sul retro.
Ma nessun nome.
Il direttore del cinema, incuriosito,
iniziò a guardarle una per una.
Erano immagini semplici:
una coppia sotto la pioggia,
due mani che si stringevano,
un sorriso rubato all’uscita di un film.
Niente di famoso.
Solo vite normali
fermate per sempre in un secondo.
Tra tutte, però, ce n’era una diversa.
Un uomo anziano seduto in ultima fila.
Era solo.
Sul retro c’era scritto:
“Per quando tornerai.”
Il direttore pensò fosse
una frase romantica.
Ma non c’era
nessun’altra informazione.
Così appese la fotografia
nel cinema restaurato,
accanto alle locandine
dei vecchi film.
Qualche giorno dopo
arrivò una signora molto anziana.
Entrò lentamente,
guardò la foto
e rimase immobile.
“Dove l’avete trovata?” chiese.
Il direttore glielo spiegò.
La donna accarezzò
il vetro della cornice.
“È lui.”
“Chi?”
“Mio marito.”
Raccontò che da giovani
venivano spesso in quel cinema.
Lui si sedeva sempre in ultima fila.
Diceva che da lì
poteva guardare il film
e contemporaneamente
guardare lei.
Poi un giorno si erano separati
per un litigio sciocco.
Solo per qualche giorno,
avevano detto.
Ma il tempo aveva deciso diversamente.
Lei era partita.
Lui aveva aspettato.
Per cinquant’anni.
“Perché non siete mai tornata?”
chiese il direttore.
La donna abbassò lo sguardo.
“Perché ero convinta che lui
non mi volesse più vedere.”
Il direttore indicò la fotografia.
“Ma allora perché ha scritto:
Per quando tornerai?”
La donna iniziò a piangere.
“Perché lui non smise mai di aspettarmi.”
Restò qualche minuto
davanti allo schermo vuoto
del vecchio cinema.
Poi disse:
“Posso portarla via?”
Il direttore scosse la testa.
“Mi dispiace, è parte della mostra.”
La donna sorrise.
“No. Va bene così.”
Si voltò per andarsene.
Poi si fermò.
“Sa qual è la cosa strana?”
“Cosa?”
“Questa fotografia è stata scattata
il giorno in cui lui morì.”
Il direttore impallidì.
“Ma allora chi l’ha lasciata nel cassetto?”
La donna guardò verso l’ultima fila del cinema.
Per un istante sembrò vedere
qualcuno seduto lì.
Un uomo con un vecchio cappotto.
Che sorrideva.
“Probabilmente,” disse piano,
“qualcuno che aveva capito
che l’attesa era finita.”